Terremoto: Thor il cane “Angelo” tornato da Amatrice

Terremoto: Thor il cane Angelo tornato da Amatrice.

Questo probabilmente è l’articolo che amo di più, perché tratta di una storia vera, una bella storia! Una di quelle storie che fanno bene al cuore e all’anima.

Poco tempo fa ho avuto la fortuna di conoscere la mamma di Thor, uno dei tanti cani Angeli ritornati da Amatrice.

Thor è stato portato ad Amatrice per salvare vite umane, si, avete capito bene! Thor e tanti altri cani “Angeli” hanno salvato 60 persone, ridato speranza a chi non credeva più di trovare vivi i propri cari! Thor oggi è questo, anche se il suo passato è a dir poco tragico. Ma grazie all’amore della sua mamma Valentina, è riuscito a superare i traumi di un’esistenza sfortunata. Perché l’Amore può tutto e ne sono convinta al 100%.

Ecco vi presento Thor, e lascio che si “descriva” lui in prima zampa:

“Io sono Thor. Sono un bambino di 62 kg. Ho un anno e mezzo. Non ricordo molto della mia nascita. So solo che il mio papà si chiamava Grinta. Era un campione. Eh si. Sono molto fiero del mio papà perché tutti lo ricercavano. Solo che non capisco come mai quando tornava da noi lo mettevano in una piccola gabbia e lo tenevano al buio. Non poteva avvicinarsi a noi altrimenti ci avrebbe uccisi. Ma io non ci credo! Era il mio papà! Non avrebbe mai potuto farci del male! Come dicevo prima, papà era ricercatissimo. Era il migliore di tutti nella lotta! Lui ogni giorno veniva addestrato per la lotta. Lo addestravano con un bastone e poi con dei cagnolini più piccoli. Li batteva tutti oh! Quando lui e la mamma hanno fatto me, la mia mamma che si chiamava Frida, viveva anche lei in una gabbia. Per farla restare incinta di noi l’hanno tenuta legata e con la museruola per 3 lunghi giorni. Così. Immobile. Ad aspettare di essere coperta dal mio papà. Appena nati eravamo in 12. 7 maschietti e 5 femminucce. Il nostro padrone però diceva che le femmine erano inutili, ne aveva già una e quindi le ha fatte andare in un posto chiamato Ponte Arcobaleno. Le ha sepolte vive. Io e i miei fratellini siamo nati al buio. Potevamo stare poco con la nostra mamma perché altrimenti le avremmo rovinato la linea mangiando. Quindi vivevamo al buio e al freddo in una gabbia arrugginita senza il calore che tutti i cuccioli hanno. Io ero il più grosso, quindi appena ho aperto gli occhi sono stato messo in una gabbia separata. Al buio. Tra i miei bisognini. Senza mamma. Mi davano del pane e latte con dentro delle proteine per farmi diventare forte. Mi pungevano con un bastoncino ogni volta che mi passavano accanto. Intanto un mio fratellino non ce l’ha fatta. È morto di polmonite e un altro aveva una brutta ernia. La mamma diventava sempre più scorbutica ad averci accanto e papà mi ha quasi ucciso un giorno. Passandomi accanto ha allungato il collo e mi stava prendendo tra le fauci. Intanto erano passati 23 giorni e ancora non avevo visto la luce. Nè una carezza, né un contatto. Un giorno papà ha morso uno di noi. Gli ha staccato la coda. Gli fu disinfettata e cauterizzata alla meglio. Io ero il più grosso. A 33 giorni pesavo già 4 kg. Gli umani mi incuriosivano. Per questo venivo sempre frustato con la verga appena mi avvicinavo a loro. Un giorno però tutto cambia. Un giorno la porta di quella cantina dove vivevamo tutti si apre. La luce entra. Un signore con delle telecamere e dei microfoni ci viene a vedere. Dopo poco ci portano via da lì. Ci portano in una fattoria. Un giorno viene a vederci una coppia giovane. La ragazza appena ci vede si commuove. Io, che non ho mai perso la curiosità verso gli esseri umani, le vado incontro e mi presento. Si è innamorata subito! Mi ha chiamato Thor, come il dio del tuono. Dice che sono un guerriero eh! Mi porta a casa con lei. Libero accesso al divano e al lettone insieme. Cibo e acqua fresca, giochi a non finire e coccole a volontà. Ho anche una sorella che si chiama Fiona, una che si chiama Milady e un nonnetto che si chiama Charley. E dopo un anno ho anche un altro fratellino sfortunato che vive dai nonni come Charlettino. Si chiama Ayrton. Il mio passato ha lasciato il segno su di me. Adesso ho paura se le persone mi si avvicinano quando sono contro ad una parete, ho paura degli altri cani e abbaio, purtroppo sono diventato molto possessivo nei confronti della mia padrona, lei è mia e nessuno deve toccarla. Vado ad addestramento e sono (a detta del mio maestro) molto intelligente e capisco molto in fretta avendo un buon intuito. Ma dai miei occhi la paura non svanirà mai. Le mie sorelline nessuno mai le potrà coccolare, non potranno mai conoscere come me l’amore di una casa, di una famiglia. Dicono che siamo cattivi, cani pazzi, cani pericolosi. Ma sapete cosa viviamo noi? Sapete l’uomo cosa ci fa? Dovrebbe essere il nostro migliore amico, ma diventa il nostro aguzzino a volte… Mi chiamo Thor. E sono un rottweiler. Mi chiamo Thor. E sono un guerriero. Mi chiamo Thor. E sono un cane felice.”

Thor, il cagnone sempre felice!!! Thor, il cagnone sempre felice!

Credo non serva aggiungere altro, ringrazio di cuore Valentina, mamma di Thor, per aver condiviso questa meravigliosa storia di adozione a 4 zampe.

Al prossimo racconto!

Cri & Mia